NIGER

Il progetto europeo sul Niger ha il suo focus più che su istituzioni e cittadini sul territorio che oggi sempre più è visto come luogo di ritorno e ripartenza di coloro che fuggono dalla Libia. Il blocco sempre più impermeabile al movimento dei cittadini dalle coste africane a quelle europee e l’aggravamento delle condizioni dei centri di detenzione in Libia portano sempre più persone a ritornare in Niger come luogo sicuro prima di decidere come proseguire il proprio percorso migratorio. Altri tornano invece a Niamey in aereo da Tripoli con i voli dell’UNHCR che li contatta nelle prigioni libiche, li accoglie nella capitale nigerina e prepara per alcuni di loro il reinsediamento in Europa.

Il racconto del Niger che ascoltiamo in Italia non è quello che abbiamo visto in questi giorni. Lo spazio di libera circolazione è farraginoso, i confini sono presidiati da forze di polizia straniere, le persone evacuate dalla Libia partono a poche decine e altre neppure partiranno, chi fugge dalle prigioni non ha altra scelta che tornare nel proprio paese di origine, i finanziamenti dell’Unione Europea finiscono nei budget stellari di organizzazioni internazionali spesso legate alle Nazioni Unite.  L’interesse di Spazi Circolari è quello di verificare e studiare questi fenomeni da un punto di vista multidisciplinare, economico e antropologico, al fine di verificare il ruolo sempre più importante delle Organizzazioni interdisciplinari che sempre più si pongono come strumento necessario dei governi per le loro politiche di esternalizzazione.

ENTRO GIUGNO 2019 VERRÀ PUBBLICATO UN REPORT

 

LIBANO

Durante il primo breve soggiorno a Beirut, la città è subito apparsa come centro delle politiche europee nel mediorente. Si consideri che il Libano è il primo paese al mondo per numero di rifugiati – principalmente siriani e palestinesi – per numero di abitanti. Ciò lo ha reso particolarmente attrattivo per le organizzazioni internazionali ed in particolar modo per l’UNHCR che si occupa di protezione dei rifugiati e al fine di raggiungere questi obiettivi riceve ingenti finanziamenti da parte della commissione europea. Questa situazione è conseguenza del blocco del passaggio dei cittadini principalmente siriani dalla Turchia all’ Europa e delle difficilissime condizioni di vita che gli stessi trovano sul territorio turco e che li costringe a ricercare protezione proprio in Libano. E’ interesse di Spazi Circolari verificare quindi se le condizioni di vita dei rifugiati siriani siano dignitose in libano, del ruolo svolto dall’UNHCR nella loro protezione e se la Commissione Europea, al momento principale finanziatore, è sempre correttamente informato delle criticità e dei progressi dei singoli interventi.

ENTRO GIUGNO 2019 VERRÀ PUBBLICATO UN REPORT

 

MYANMAR

Dal 30 dicembre al 17 gennaio si è svolta una ricerca giuridica sui temi del rispetto dei diritti fondamentali delle minoranze in Myanmar, in particolar modo dei Rohingya, i quali subiscono forme di discriminazione e persecuzione legate alla loro appartenenza ad un determinato gruppo sociale tali da renderli eleggibili per lo status di rifugiato. La loro possibilità di accedere alla richiesta di protezione internazionale in Bangladesh o in altri paesi limitrofi è limitatissima e le comunità internazionale, tra cui anche le organizzazioni internazionali, non hanno formalizzato richiami o prese di posizioni forti. I cittadini appartenenti a questa minoranza continuando a fuggire dalle persecuzioni a cui sono sottoposti in Myanmar senza tuttavia trovare protezione duratura e condizioni di vita dignitose  in nessuno dei paesi della zona